TORINO - «Sembra trascorso un secolo, ma in realtà sono passati meno di dieci giorni. Da un progetto di moschea in grado, secondo i fautori, di cambiare il volto di Aurora, ostaggio di marginalità, spaccio e tensioni sociali, ad una festa di fine Ramadan in cui vengono date alle fiamme le immagini di Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen. Ovvero di due donne simbolo delle Istituzioni nazionali ed europee. Dai render di un’oasi di cultura, preghiera e integrazione, alla cruda realtà, permeata di odio, fanatismo e integralismo. Viene il dubbio, più che legittimo, su quale sia il vero volto della comunità islamica».
Ad affermarlo Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
«Delle fidejussioni culturali e ideologiche della sinistra torinese, sempre pronta a mettere garanzie sul processo di integrazione in corso, ormai ce ne facciamo ben poco. Sono gli stessi che garantiscono per Askatasuna, con i risultati che sappiamo tutti. È ora che sia la stessa comunità islamica a condurre un’operazione verità sul proprio conto: sempre che vi sia una maggiorana silenziosa realmente interessata ad integrarsi e a convivere rispettosamente, avrà il coraggio di condannare il gesto e di prendere definitivamente le distanze da certe derive radicali? O anche stavolta vincerà l’omertà? È finito il tempo del cerchiobottismo, pretendiamo trasparenza: ci sono dei valori che non sono trattabili, uno di questi è il rispetto per le Istituzioni e per chi le rappresenta».