TORINO - Protesta in aula dei gruppi di minoranza in Consiglio regionale (Pd, Avs e Sue) al momento della votazione sull’emendamento alla legge di stabilità che istituisce un’authority regionale sulle spese di consorzi e associazioni del welfare. «I servizi socio assistenziali e il terzo settore sono una colonna portante del sistema Piemontese su molti aspetti e non può essere identificato come soggetto da perseguitare» così la presidenti dei gruppi regionali Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (Avs) e Vittoria Nallo (Sue) a nome di tutto il gruppo ha commentato l’iniziativa del capogruppo del Carroccio Fabrizio Ricca di aggiungere questo nuovo ente di gestione.
«Esistono i consorzi socioassistenziali che hanno compiti precisi definiti dalla legge 1 del 2004 dove vengono definiti i compiti della Regione che ha un compito di programmazione: si faccia quello nel migliore modo possibile e non si abdichi invece per un’opera di controllo che compete alla giunta regionale»
Le risorse - dicono le opposizioni - devono essere date per i servizi non per le autorità. «I problemi delle nostre comunità sono cambiati moltissimo ma attenzione ad immaginare che attraverso maggiori controlli si possa rispondere meglio alle esigenze dei cittadini».
Invece di presentare un disegno di legge con l’assessore competente, che avrebbe permesso una discussione con le minoranze e con gli enti locali la maggioranza preferisce presentare un emendamento da parte del capogruppo di una forza politica di maggioranza diversa da quella che governa l’assessorato. E la Regione, aggiungono i consiglieri, dimentica che è un ente di programmazione e non di gestione.
«Se si vuole riformare il sistema welfare della regione Marrone presenti un Disegno di Legge e si apra una discussione pubblica. Altrimenti, siamo di fronte all'ennesima creazione di nuove poltrone a scopi elettorali e clientelari, con nuovi costi che sottraggono risorse al sistema del welfare e ai e alle piemontesi più fragili», hanno concluso dai banchi della minoranza