Cronaca - 01 marzo 2023, 17:37

Acqua delle dighe in soccorso all'agricoltura

Coldiretti Torino chiede che venga esteso a tutte le società di produzione idroelettrica delle vallate torinesi l’accordo tra IREN e Coldiretti Torino che, nell’estate 2022 ha permesso di concedere ai consorzi irrigui acqua dalla diga di Ceresole.

Il bacino idroelettrico di Pourrieres in val Chisone. Coldiretti Torino ne propone l'utilizzo per irrigare i campi provati dalla siccità

Il bacino idroelettrico di Pourrieres in val Chisone. Coldiretti Torino ne propone l'utilizzo per irrigare i campi provati dalla siccità

Per irrigare i campi e le colture può venire in aiuto l’acqua delle dighe. L’allarme siccità non pare dare alternative agli agricoltori ed è per questo Coldiretti Torino chiede che venga esteso a tutte le società di produzione idroelettrica delle vallate torinesi l’accordo tra IREN e Coldiretti Torino che, nell’estate 2022 ha permesso di soccorrere i consorzi irrigui concedendo acqua dalla diga di Ceresole.

«L’annata agraria è ormai alle porte – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – La neve caduta in questi giorni non sarà sufficiente a risolvere la carenza idrica. Tutti gli indicatori suggeriscono che sarà un 2023 all’insegna mancanza d’acqua. Eppure a oggi restano ancora inascoltate le nostre richieste che sono dettate solo dal buonsenso».

Prioritario l’uso plurimo delle acque

Il settore idroelettrico è considerato il “terzo soggetto” nella scala di priorità dell’uso delle acque: al primo posto c’è l’idropotabile e al secondo l’irrigazione agricola. Eppure le concessioni istituite anche un secolo fa continuano a garantire ai gestori idroelettrici un uso monopolistico dell’acqua, risorsa che viene spesso utilizzata a ciclo chiuso con scarsissimo rilascio. Nel 2022 il Consiglio regionale ha approvato la nuova legge sulle concessioni idroelettriche. Una partita che vale 200 milioni di euro e che dà l’occasione alla Regione di disporre un uso plurimo delle acque, anche per interventi contro la siccità.

«L’estate scorsa, la Regione aveva iniziato un’interlocuzione con i gestori idroelettrici ma poi non ha proseguito – puntualizza Bruno Mecca Cicci – Ora è il momento di prendere in mano la situazione con un approccio operativo».

Rete irrigua da ottimizzare

Coldiretti Torino ricorda anche che manca ancora una progettazione di area vasta per fare fronte alla crisi climatica attraverso investimenti in piccoli invasi a servizio della rete irrigua, l’utilizzo agricolo delle acque depurate, l’ottimizzazione dell’attingimento da pozzi.

«Dobbiamo partire subito. Le progettazioni e gli iter autorizzativi sono lunghi. Nel frattempo, però, la Regione deve raggiungere un accordo con i gestori idroelettrici per scongiurare la catastrofe. Un protocollo operativo per permettere all’agricoltura di continuare a produrre cibo anche a fronte della crisi climatica».

Una decina di invasi pronti all’uso

Nelle vallate torinesi sono presenti una decina di invasi a scopo idroelettrico, alcuni di grandi dimensioni. Si tratta dei bacini di Pourrierers e Perosa in val Chisone; del bacino di Rochemolles (già utilizzato dall’acquedotto di valle della valle di Susa) e Moncenisio-Venaus; dei bacini Malciaussia, Lago della Rossa e Lago dietro la Torre in valle di Viù; dei bacini di Ceresole Reale-Serrù e di Teleccio in valle Orco; il bacino Gurzia o Vistrorio in val Chiusella.

In Italia sono circa 300mila le imprese agricole nelle aree più colpite dall’emergenza siccità.  Proprio oggi parte a Roma il primo Tavolo sull'acqua a Palazzo Chigi.

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