Studenti, lavoratori, famiglie: a Torino gli stranieri sono circa 90 mila persone. Tutto a non voler considerare gli universitari, che sono il 10 per cento del totale degli iscritti e che in città trascorrono anni fondamentali di crescita e formazione. Basti un dato su tutti. Tra il 2020 e il 2021 11 mila residenti hanno ottenuto la cittadinanza italiana.
Oggi il gruppo del Partito Democratico del Comune ha presentato una mozione per chiedere di riconoscere il ruolo di questi nuovi cittadini torinesi e per rafforzare il rapporto di collaborazione che la città e i Paesi d’origine.
Progetti di cooperazione per favorire gli scambi culturali
Primo firmatario Abdullahi Ahmed, consigliere Dem e presidente della Commissione consiliare contro il Razzismo e l’Intolleranza. Alla presenza della vicesindaca di Torino Michela Favaro e dell'assessora Gianna Pentenero, lui stesso ha spiegato: “L’obiettivo della mozione è quello di favorire il sentimento di coesione sociale rafforzando l’immagine di Torino come città capace di accogliere e di sviluppare competenze, e stimolando un sentimento positivo che potrà generare scambi e creare ponti con i Paesi di provenienza. Non a caso stiamo cercando di varare progetti di cooperazione allo sviluppo e di relazioni internazionali coinvolgendo associazioni che promuovono scambi interculturali”. Per favorire la conoscenza reciproca tra stranieri viene poi anche proposto un incontro di inizio dell’anno accademico tra studenti e studentesse stranieri/e o internazionali dell’Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino ed Accademia Albertina Belle Arti di Torino.
Torino, modello di inclusione sociale
Aggiunge Nadia Conticelli, capogruppo del Partito Democratico: “Siamo orgogliosi di veder costantemente crescere il numero di studenti stranieri che scelgono di frequentare gli atenei torinesi. Alcuni, raggiunto il livello di formazione previsto, torneranno al proprio Paese d’origine, altri rimarranno sul nostro territorio, lavoreranno qui, diventeranno dipendenti, manager o imprenditori. Si tratta di risorse umane e culturali tutte da valorizzare. Le buone pratiche in materia di inclusione sono una specificità di cui questa città deve andare fiera. Torino si sta rimettendo in movimento grazie alle sue forze migliori, e i nuovi cittadini sono tra queste”.