Cronaca | 13 maggio 2022, 16:28

95 milioni di euro per contrastare la povertà in Piemonte

La Regione Piemonte – attraverso l’assessorato alla Famiglia - stanzia per il triennio 2021 – 2023 il suo piano di interventi e servizi utili a garantire il reddito di cittadinanza. Di questi, 36 milioni e 828 mila sono già stati spesi nel 2021.

Prioritario il sostegno ai soggetti in povertà estrema

Prioritario il sostegno ai soggetti in povertà estrema

95 i milioni di euro per contrastare le povertà. Questa la cifra che la Regione Piemonte – attraverso l’assessorato alla Famiglia - stanzia nel triennio 2021 – 2023 con il suo piano di interventi e servizi utili a garantire il reddito di cittadinanza. Di questi, 36 milioni e 828 mila sono già stati spesi nel 2021.

Il documento è stato presentato oggi, venerdì 13 maggio. Per l’assessore regionale alla Famiglia, Chiara Caucino, si tratta di un passaggio fondamentale per rispondere a un numero sempre maggiore di situazioni di estrema fragilità, acuite in maniera drammatica dall’emergenza Covid19.

Rafforzamento dei servizi sociali per i più fragili

Con l’ammontare delle cifre, il programma esplicita obiettivi, azioni e modello di governance territoriale per dare più efficacia ai diversi interventi. Tutto nella cornice del più ampio piano sociale nazionale e del conseguente piano povertà. La considerazione di fondo è che le persone fragili non si possono aiutare senza operatori dedicati. Di qui l’imprescindibile rafforzamento dei servizi sociali professionali. Il secondo tassello è il sostegno dei soggetti in povertà estrema e senza dimora, la cui dignità va difesa sempre e non solo nelle emergenze, per favorire il loro riaggancio alla società. Non ultimi i provvedimenti che, a titolo sperimentale, andranno a favore dei cosiddetti careleavers, cioè coloro che al compimento della maggiore età vivono al di fuori della famiglia di origine su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Per quanto concerne le famiglie in povertà estrema e i senza fissa dimora, il coordinamento delle diverse azioni viene affidato, come già in passato, al Comune di Torino. Le altre linee del piano saranno in capo a tutte e 7 le città capoluogo della Regione.

Integrazione delle risorse e potenziamento dei servizi per un welfare plurale

I diversi filoni del programma si muovono su una griglia di comuni priorità. Innanzitutto l’integrazione delle opportunità e delle risorse, che pur provenendo da fonti di finanziamento differenti debbono essere co-impiegate per massimizzarne l’efficacia. Quindi il potenziamento dei servizi, con standard misurabili e omogenei. Infine la messa a punto di un welfare davvero plurale, che faccia leva su modelli di innovazione sociale e di collaborazione reale tra ente pubblico e terzo settore. Un welfare che favorisca la partecipazione al mercato del lavoro e miri all’inserimento di quanti più soggetti possibili, nella convinzione che proprio il lavoro sia motore di integrazione sociale, nelle sue componenti sanitaria e abitativa.

Al centro di tutto la persona, la sua identità, unicità e autonomia, che va sempre rispettata in tutti gli interventi volti alla sua promozione e indipendenza

 

Paola Cappa