Cronaca | 13 maggio 2022, 16:38

30 milioni di chili di grano dall’Ucraina all’Italia

Grazie al piano Ue di salvataggio dei cereali Ucraini, potrebbero essere sbloccati i circa 30 milioni di chili di grano per la panificazione, 60 milioni di chili di olio di girasole e quasi duecento milioni di chili di mais per l’alimentazione animale già destinati all’Italia. Ma oggi fermi nei magazzini di Kiev e ancora in attesa di essere spediti a causa del blocco russo dei porti del Paese. L’annuncio da Coldiretti.

Le derrate arriveranno via terra e via mare grazie a veicoli e mezzi messi a disposizione da privati

Le derrate arriveranno via terra e via mare grazie a veicoli e mezzi messi a disposizione da privati

Pane, olio e mais potrebbero finalmente riprendere la loro strada dall’Ucraina verso l'Italia. Si tratta di 30 milioni di chili di grano per la panificazione, 60 milioni di chili di olio di girasole e quasi duecento milioni di chili di mais per l’alimentazione animale attualmente fermi nei magazzini di Kiev a causa del blocco russo dei porti del Paese. Ma che - grazie al Piano di azione della Commissione Europea per stabilire "corridoi di solidarietà” con l'Ucraina e facilitarne le esportazioni - potrebbero presto raggiungere la penisola, dove erano già destinati prima del conflitto. Questa è almeno la stima e l’auspicio dell’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, Coldiretti.

 

Trasporti su rotaia e gomma e via mare su corridoi dedicati e da porti sul Baltico

Il piano si pone l’obiettivo di facilitare i trasporti delle merci ucraine – le derrate agricole in primo luogo - via terra, per ferrovia e gomma, e via mare. Per la sua concreta messa in opera si mobiliteranno privati che metteranno a disposizione vagoni merci, veicoli, navi, autocarri aggiuntivi e silos mobili per i cereali da collocare in speciali punti di contatto alla frontiera ucraina - anche attraverso slot ferroviari dedicati - individuati dagli Stati Ue. Si accelererà così il trasferimento delle merci dai treni delle linee ucraine a quelli europei che viaggiano oggi su un sistema di binari a scartamento diverso e non compatibile.

A sud ovest si mira invece a potenziare i corridoi di collegamento europeo con Ucraina e Moldova. Per ovviare infine al blocco russo dei porti del Mar Nero, la Ue pensa di sfruttare per le spedizioni gli approdi polacchi sul Baltico, potenziando le strutture di stoccaggio.

Al di là degli interventi di emergenza, l’obiettivo è anche snellire le procedure burocratiche di ingresso delle merci in Europa, pur senza trascurare controlli e garanzie per la salute e la sicurezza dei consumatori. Spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale: “Siamo costretti ad importare materie prime agricole poiché la produzione nazionale, negli ultimi 10 anni, si è contratta di quasi 1/3”. Sempre più urgente e necessario intervenire ora “anche per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare le aziende e programmarne il rilancio”.

Accordi di filiera per salvaguardare i raccolti locali

L’attuale situazione di emergenza deve del resto servire da monito per il futuro. Per salvaguardare le coltivazioni locali, occorre lavorare da subito ad accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali. Come quello piemontese, Grano Piemonte, lanciato insieme al Consorzio Agrario del Nord Ovest. “Grazie a questa intesa – continua Moncalvo - sono già stati seminati oltre 6 mila e 500 ettari, con materie prime selezionate e di altissima qualità. Tutto per ottenere farine doc superiori e quindi prodotti da forno di eccellenza, in grado di sodisfare i palati dei consumatori più attenti alla provenienza degli ingredienti”. Il progetto mira anche a investimenti adeguati per aumentare la resa dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane. “Intendiamo con questo combattere la siccità, tutelando in parallelo la biodiversità dei nostri territori”.

Si tratta poi di stabilire per le merci agli scaffali prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione. “E’ quanto prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali – spiega Moncalvo - Va finalmente messa in pratica. Per difendere l’agricoltura e la salute dei consumatori”.

Paola Cappa